Appuntamento del giovedì con l’analisi tecnica di Carmine Parlato

PAROLA AL TECNICO: CARMINE PARLATO

Vive l’avventura Rieti da poco meno di 40 giorni (38 per l’esattezza), ma ha già conquistato i consensi della piazza: Carmine Parlato, tecnico amarantoceleste dallo scorso 9 agosto, si gode una squadra che cresce di giorno in giorno cercando l’amalgama giusta dopo la mini-rivoluzione estiva che ha portato ad un cambio radicale sia dell’undici titolare, che dell’impostazione tattica.
E dopo un buon pre-campionato, ecco anche i primi punti successi da “tre punti”: il 2-0 col Villabiagio in Coppa Italia, il 6-0 tennistico con il Latina nell’esordio in campionato e l’1-1 di domenica scorsa nell’acquitrino di Cassino.
Quattro punti, secondo posto in classifica, 7 gol fatti e un (auto)gol subìto: i numeri parlano di un Rieti in gradi di resistere agli urti delle favorite, ma nel contempo, Parlato predica calma e poca esaltazione. La stagione sarà lunga e faticosa, meglio dosare le energie.
“E’ fuori discussione il fatto che siamo partiti col piede giusto – argomenta Parlato nella consueta chiacchierata pre-gara – I risultati parlano chiaro, sarebbe innegabile ammettere il contrario, non ci crederebbe nessuno. Ma la stagione è appena all’inizio ed i valori assoluti debbono ancora emergere. Mi fa piacere constatare che i ragazzi seguono alla lettera quello che gli viene detto in settimana e poi la domenica in campo riescono a metterlo in pratica: sinonimo di sintonia, di capacità di sintetizzare un concetto, di assimilarlo e di farlo definitivamente proprio”.
Dopo la goleada rifilata al Latina, ma anche all’indomani del pareggio di Cassino, in tanti – forse in troppi – tra gli addetti ai lavori, si sono precipitati a giustificare sconfitte e mancate vittorie nascondendosi dietro al blasone e alla forza tecnico-tattica del Rieti. Ma a Parlato questo atteggiamento non è piaciuto.
“Gli altri pensassero ai loro problemi, pensassero a quello che non ha funzionato: ad incensare o a criticare il Rieti ci penso io. Qui bisogna capire una cosa e cioè che siamo in un girone particolarmente equilibrato, dove ci sono una serie di squadre tra cui noi, che possono lottare per i vertici. Ma da qui a farci passare per quelli che sono destinati a vincere a mani basse, ce ne passa: per farlo sarà necessario tenere sempre alto il livello di guardia, non sottovalutare mai l’avversario di turno, anche quello che è più indietro in classifica rispetto a noi. Si vince di testa e di gambe, di gruppo e di spogliatoio, insieme alle altre tre componenti fondamentali: società, tifosi, ambiente”.
Anche perché il gruppo è ancora alla ricerca della giusta amalgama, dei giusti equilibri, tra giovani e meno giovani, alcuni con esperienze importanti, altri un po’ meno, come rimarca lo stesso Parlato.
“Questo, per esempio, è un aspetto che non va trascurato: i nostri “vecchietti” hanno esperienza, ma a campionato vinti?! Rispetto ad altre squadre, sotto questo punto di vista abbiamo qualcosa in meno, quindi dico: bene l’entusiasmo, ma senza caricare troppo le aspettative. Poi i vari aspetti li sistemiamo in base al nostro cammino, perché andare in campo con il diktat del “vincere per forza” non è salutare: si va in campo con l’intenzione di giocare per provare a vincerle tutte, tenendo conto degli avversari e delle difficoltà, ma non con quella pressione tecnico/ psicologica di vincere tassativamente, quello cioè che stanno facendo gli altri nei nostri confronti, altrimenti si rischia di vanificare tutto creando delusione, mancanza dell’obiettivo e così di seguito. Quindi – conclude Parlato – avanti con entusiasmo, consapevolezza e autostima, carattere forte e palle quadrate quando arriveranno i momenti critici: questi sono i reali componenti per puntare a vincere ricordandosi sempre che “vincere aiuta a vincere”.

UFFICIO STAMPA

Domenica arriva il Latte Dolce dei tanti ex, ma questo “dettaglio” a Parlato interessa relativamente.
“E’ un avversario come gli altri sedici – dice – e andrà affrontato con la stessa determinazione che ci ha visto prevalere su Villabiagio e Latina e che ci ha permesso di recuperare la gara di Cassino dove, ripeto, ho ottenuto le risposte che volevo”..

UFFICIO STAMPA/Marco Ferroni
FOTO: Vannicelli/Agenzia PrimoPiano