RIETI-OSTIA, PARLATO CHIAMA A RACCOLTA I TIFOSI: “TUTTI ALLO STADIO, IL 12° UOMO E’ SEMPRE DECISIVO”. TRA I CONVOCATI ANCHE MININCLERI

Carmine Parlato chiama a raccolta i tifosi: “Abbiamo bisogno del vostro calore, ora più che mai serve stringersi intorno ai ragazzi e spingerli forte: in mezzo al campo il 12esimo uomo fa sempre la differenza”.
Senza troppi giri di parole, il tecnico amarantoceleste arringa la piazza, la chiama a raccolta, la vuole in modo preponderante sugli spalti dello “Scopigno” per dare quella spinta in più alla squadra ora che la stagione sta entrando nel vivo.
“E’ fondamentale il loro sostegno –aggiunge il tecnico campano – perché l’incitamento, l’incoraggiamento, il coro a favore, ti fa dimenticare la fatica e ti fa fare delle cose inimmaginabili. Prima di essere stato allenatore, ho avuto la fortuna di giocare in stadi importanti e posso garantirvi che quando ti senti vicina la gente, hai una carica in più dentro”.
E’ la vigilia di Rieti-Ostia Mare, l’ultima gara casalinga del 2017 di un Rieti che, nella peggiore delle ipotesi, chiuderà l’anno in testa: ma Parlato è consapevole delle insidie che nasconde la sfida di domenica, contro un avversario in evidente stato di grazia, in serie positiva da 5 turni (2 pari e 3 vittorie consecutive),che con ogni probabilità arriverà allo “Scopigno” per giocarsela a viso aperto, vista anche la bontà della classifica e la possibilità di entrare in zona play off in caso di vittoria.
“Sarà un altro osso duro – spiega Parlato parlando dell’Ostia Mare – una squadra che se gli concedi l’opportunità può farti male. E per dare ulteriore seguito a quanto di buono fatto fin qui, serve un Rieti che sappia migliorare ed imparare dai suoi errori e che per portare a casa i 3 punti non deve sbagliare nulla. L’asticella si alza sempre di più e anche da un punto di vista emotivo la squadra deve prendere consapevolezza dei propri mezzi, della propria forza, delle proprie qualità per andare in campo con maturità ed un approccio mentale adeguato”.
L’ultimo pensiero di Parlato è per Simone Minincleri, ultimo arrivato in casa amarantoceleste:
“I nostri destini s’incrociarono già quattro stagioni fa – racconta l’allenatore del Rieti – Era l’estate del 2014, io ero a Padova in serie D e lui iniziò la preparazione con noi. Ma dopo una mesata le nostre strade si divisero: lui scelse Siena che arrivava dalla retrocessione e il fallimento dalla serie A, c’era un progetto ambizioso, mentre a Padova non c’era ancora una situazione definita: alla fine della stagione vincemmo entrambi, lui a Siena, io a Padova”.

UFFICIO STAMPA/Marco Ferroni

FOTO Vannicelli/AgenziaPRIMOPIANO

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